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            Antonio Mastino


ALCUNE CRITICHE

UN ARTISTA ITALIANO TRA IL POST - FIGURATIVO MODERNO, L’ASTRAZIONE E LA RICERCA DELLA FORMA
Il suo nome è Antonio F. Mastino, italiano, nato nella bella isola di Sardegna (Italy) nel 1947, ma da quasi 20 anni vive ed opera a Bolzano, città in cui ha aperto il suo studio e dal quale si sposta per partecipare a mostre collettive ed a premi o per esporre le sue opere più recenti in mostre personali.
Allievo dell’Istituto Statale d’Arte di Sassari, importante fucina di validi maestri della pittura e della scultura, ebbe modo di conoscere e frequentare prima, tutta la giovane leva artistica sassarese e sarda del suo periodo e successivamente artisti di fama internazionale, partecipando, con alcuni di loro, a momenti di creatività di alto livello artistico, operando così nuove esperienze soprattutto attraverso mutui scambi di idee e di tecniche.
Membro della Accademia di Lettere ed Arti “Guglielmo Marconi”, ha al suo attivo numerosi riconoscimenti e premi per la partecipazione a Concorsi di pittura e scultura in campo internazionale.
Innamorato della “grafica”, per anni espose le sue opere in mostre personali e collettive di alto rilievo, passando poi alla scultura su metallo ed in particolare allo ”sbalzo”, tecnica che lo rese particolarmente conosciuto tanto che per l’alto pregio artistico del prodotto, lavorato spesso anche su lamine d’oro piuttosto che su fogli di rame, l’artista si vede, inseriti i suoi lavori in collezioni pubbliche e private in Canada in U.S.A. Così come in Europa ed in Italia.
Ripresa l’attività pittorica, inizialmente assopita, decide di limitare la sua produzione esclusivamente allo studio del colore ed in particolare del paesaggio e delle marine, “esportando” nel mondo i tipici paesaggi della sua terra di Sardegna alla quale, nonostante il distacco ormai ultraventennale, resta sempre legato, non solo da vincoli di amore filiale, ma anche artisticamente. Così eccolo “raccontare” di paesaggi splendidi per colore e profondità, fattorie isolate e chiesine “campagnole” di santi sconosciuti ai più, non disgiunte dalle “marine” realizzate attraverso la visione di ciò che più ha reso celebre la sua terra di Sardegna ed in particolare la “Costa Smeralda”, suo luogo di origine a cui è voluto ritornare nel 2006 con una speciale mostra personale allestita al Museo Civico di Arzachena, comune “capoluogo” della Costa stessa.
Le sue opere, giudicate da numerosi critici, come “schiette e significative” di un animo artistico in continua evoluzione, rappresentano una ulteriore tappa evolutiva nell’arte di un artista che ha voluto sperimentare, prima di ogni forma, e quindi in assoluta libertà espressiva e con totale assenza di immagine, il valore del colore e di ciò che lo stesso può e deve dare, per tornare, poi, alle figure, ai paesaggi ed alle nature morte, realizzate attraverso il sapiente accostamento di toni e sfumature che rendono vive le case, le campagne, le montagne, le stesse marine, così come i tramonti, i piccoli villaggi e le borgate, da cui traspare, ancora una volta, una sorta di nostalgia per la sua terra di origine dalla quale, in fondo, non si è mai distaccato. Tutto ciò è reso immediatamente percepibile anche attraverso una pittura dove il “segno” è reso efficace come chiaro frutto di anni di studi grafici dove questo è particolarmente ricercato e spontaneo, immergendo, poi, ogni cosa nel colore più schietto che così accostato, concorre ad una felice costruzione di immagini che rendono appieno l’espressione artistica ed umana del pittore.

Theo P.Landlord
critico d’arte



I quadri di Antonio Mastino assumono un atteggiamento leggero verso le forme della natura e della vita e la ripropongono in un atteggiamento delicato, chiaramente espresso nei panorami nei quali è riuscito ad esprimere tenerezza, delicatezza, amore filiale per la sua terra e, soprattutto, il vero fascino che questa emana.
I suoi panorami immergono in un ambiente luminoso e speciale, testimone della sua maestria dove impegna una delicata forma di relazione tra colore e spazio fruibili principalmente nelle sue albe così come nella quiete crepuscolare dove si evince tutta la poesia in cui la sua terra di Sardegna è impregnata.
Mentre alcune delle sue opere sono di una eccezionale freschezza, di un non comune ritmo musicale di linee essenziali e di colore, altre denotano una chiara tensione emotiva, una esaltazione romantica ed una non comune conoscenza della “nuance” e delle sue relazioni con la vita e l'arte dell'immagine.
Le sue opere traspaiono dall'accostamento di questi valori rivelando, attraverso la luce, tutto il brivido della vita che si accende alla vista di chi le osserva attentamente e senza presunzione di voler vedere con l'occhio fotografico i particolari che non esistono perché esaltate sono solo quelle forme ottenute attraverso l'accostamento del colore stesso che ne rende percettibile la visione del tutt'uno.
Così ne possiamo osservare la bellezza unica, l'armonia e talvolta anche il contrasto degli accostamenti, l'emergere delle figure che si rendono immediatamente disponibili attraverso la fusione dei suoi colori così come i suoi verdi prati e gli alberi immersi in intensi strati di un'erba che muta tonalità con il mutare della visuale da cui si osserva, cosa questa che denota la chiara provenienza dell'artista dal mondo dell'informale dove la gestualità e la cromaticità sono essenziali per rendere appieno un'opera pittorica, richiamando la nostra attenzione all'essenziale ma, allo stesso tempo, lasciando libera la nostra immaginazione che nel bel mezzo di quel prato, di quella marina, di quel tramonto, è oramai inserita. Ciò denota una non comune espressione delle maggiori forze del talento, cosa questa che sicuramente non difetta all'artista che consapevole di ciò, si inoltra nel difficile cammino del racconto della sua vita artistica attraverso le immagini della sua terra, così come di altri luoghi incantevoli visti e vissuti non solo come spettatore ma soprattutto come interprete di passioni, conoscenze, culture, che maggiormente lo hanno colpito e che egli vuole esternare e portare alla visione di quanti altri vogliono in questo partecipare. Essendo profondamente innamorato del mondo che lo circonda il maestro vuole in qualche modo accomunare, allo stesso sentimento l'osservatore, inserendolo in un mondo poetico e magico dove i suoi mari sono essenzialmente quieti, i suoi panorami meditativi e gli elementi della natura fusi in una armonia dove il cielo, la terra, l'acqua, si uniscono in una unità armoniosa.
Con queste prerogative, Antonio F. Mastino, introduce quanti osservano le sue opere in una sorta di meditazione che attraverso la propria diretta percezione fa si che si ami il soggetto dipinto e si facciano proprie tutte quelle sensazioni che attraverso l'opera traspaiono e vivono in simbiosi con la capacità di osservare e vivere la natura oramai in decadimento ma che deve essere preservata intatta così come lui stesso la vede e dipinge.

Jess Farmer
critico d’arte

 

 
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