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            Adelaide Muroni 


Alcune Poesie di Adelaide Muroni

A TE, MIA MADRE

Ho aperto la porta.
Mamma
e non ti ho vista
al tuo consueto luogo.

Mi ha accolta,
invece,
un silenzio inusitato,
simile
a quel notturno torpore,
allorquando le nubi
opprimono la luna…

…Ma tu
eri uscita
attraverso
un invisibile sèsamo
che ha guidato il tuo spirito
ai celestiali astri.

Ora,
devo guardar le stelle
per ritrovarti,
Mamma.



PETALI

Prendo la tua dolcezza
nelle mie mani,
come una pioggia
di pètali di rose:
rossa dapprima
e poi
di quel color che sta
tra una serena aurora
e il ciclamino…

…E roseo dopo
quel color diviene…
E via via, bianco,
candido
e trasparente
……………………………

…Mi circondo di vivo profumo,
di Verità,
di Purezza,
che come pioggia m’inonda,
ma non mi sferza.



TESORI

Cogliere qualcosa
in un bacio di bimbo:
uno dei pochi tesori
non violati;
e trarne ricchezze
e grandi cieli azzurri…
Laddove
il proseguir del Tempo
vieppiù non gravi
sull’ “ego” nostro,
offerto
nei nostri gesti,
per le azioni altrui.

…E coglierne delizie
pei nostri occhi
opachi
delle tristezze intorno.
……………………………………

E tòrno, tòrno
languir di tenerezza.



IL GIORNO DELL’AMORE

Un passo a piè di danza
Il firmamento accenna
Nella mia cieca stanza,
sulla precoce Alba
ove è radioso “il Tutto”,
intorno…intorno.

Le nuvole severe
hanno lasciato spazio
all’azzuro sorriso
della vòlta celeste;
e tutti noi mortali
dalle smembrate membra
inneggiano alla pace
e all’Amore cortese,
in questa corta Vita.

E si è eclissato infine
quel violento sussurro
di catastrofi immani
e crudeltà solerti;
e qualcosa di bello,
di grande e di maestoso
è avvenuto ad un tratto
su questa Terra antica
………………………………………

SIGNORE, non destarmi
da questo roseo sonno
che mi regala, a fiotti,
un’onirica fase intellettiva
per un’Alba Poetica
ebra d’intenso Amore…

…Non destarmi, SIGNORE!



FELICITA’

…E’ il volo di una rondine
sulla premessa della primavera;
…è l’ingenuità della fanciullezza
nell’ignoto domani;
…è il cielo tinto d’oro
dopo un grigiastro dì, testè trascorso;
…è il bearsi della gaiezza altrui
in egual misura della propria.

Felicità…
…è il pensiero costante di donare;
di elargire anche una sola briciola
del proprio “io”
a quelli che non ci pensano.

Felicità…
…è un natural trasporto verso la Bellezza
in tutte le sue sfaccettature;
…è l’elevarci attraverso il candore,
annaspando
affinchè giammai esso possa sfuggirci.

Felicità…
…è l’innalzarci ad una correttezza d’intendimenti,
laddove il cuore e la mente
simultaneamente
ancora si detergano;
e dove gli occhi dell’anima
vedano e guardino “il Tutto”
con genuino pìglio.
………………………………………………

…In tal guisa, pur nei fragori esistenziali,
ognor serpeggia un rivolo di Felicità
che ci sostiene
e sprona
l’antico spirito sereno.



“OSSERVO, MI RINNOVO, PERSEVERO”

Osservo con animo pietoso
quel sibilar del Tempo osceno
nelle orecchie dei puri;
e bramo che l’Amore
sorga sovrano fra le genti.

Mi rinnovo nelle mie idee
di giustizia e di pace,
elargendo agli altri
la mia disponibilità al Bene,
in armonia diretta
coi miei ideali bianchi,
poiché questa è la vera lotta
per cui pugnare;
e persisto
per sentirmi io stessa monda
dal fiele della quotidianità;
onde adeguatamente poter tèssere
una comunicabilità spirituale
coi miei simili mortali.

Ma ben poco io scorgo
di quei frutti
che dovrebbero scaturire dal mio fertile terreno
impregnato d’Amore.
……………………………………………………………………………

Persevero, tuttavia;
per la più accesa delle speranze,
pei probi,
la quale per me, assurge,
ad una giusta e compatta Vita
da vivere.



“I TUOI OCCHI DI EBANO, PROFONDI”

I tuoi occhi
di ebano, profondi,
detengono tratto-tratto,
quei magici riflessi
del notturno spazio,
dove io
stanotte
vi approfondisco i miei,
mirabilmente.



IL MIO SILENZIO

Amo
la voce del silenzio
che pur tacendo,
dice;
e il suo “pio Nulla”,
un sobrio “Tutto”,
esprime.



Alcune massime scritte dalla poetessa:

“Le guerre rappresentano il più bestiale degli istinti animali dell’uomo indotti al parossismo, nel nome di una pace perennemente guerresca”.

“E’ l’Amore Universale quella leva che fa ruotare il Mondo nel giusto modo”.

“Progresso, ovvero, regresso progressivo!”



Biblioteca Ambrosiana a Milano

Nel 1985 due poesie della poetessa Adelaide Muroni, “Cristo c’è” e “Oltre la vita”, sono state inserite attraverso due concorsi nelle seguenti antologie: “Silloge Conviviale” e “Florilegio Poetico e Artistico” per la “Editrice Convivio Letterario” del Centro Culturale “Convivio Letterario/Accademia Ideale dei poeti e degli artisti d’Italia” sito in Milano e presieduto dal compianto Professore Filippo Fichera. Queste due antologie, dall’anno 1985, si trovano, con grande orgoglio della poetessa, alla famosa Biblioteca Ambrosiana a Milano.
Inoltre, dal Convivio Letterario e con firma del suddetto Prof. Fichera, nel 1977, le fu assegnato un diploma così concepito: “Il Senato Accademico Letterario, ha deliberato di conferire ad Adelaide Muroni l’attributo di “Accademico del Convivio” per l’opera sua meritoria nella quale si onora e si eleva un inno all’arte.”



CRISTO C’E’

Cristo c’è,
basta cercarlo nei meandri della mente,
nelle cavità del cuore;
mentre parli, mentre ami,
mentre tendi le tue mani ai più miseri di te:
Cristo c’è.
Basta cercarlo
quando chiedi qualche cosa,
mentre sogni ad occhi aperti;
quando ridi, mentre dormi,
quando cerchi un po’ d’amore
dai più miseri di te:
Cristo c’è.
Basta cercarlo
quando implori un po’ di pace,
quando odii il mondo intero,
mentre soffri, mentre piangi,
quando cerchi una speranza
nei più miseri di te:
Cristo c’è.
Cristo c’è
quando cancella tutto quello che hai vissuto
quando meno te lo aspetti;
mentre guardi, mentre ascolti…
…e poi tutto resta indietro
per quegli altri come te:
Cristo c’è.



OLTRE LA VITA

Andare oltre la vita
col pensiero,
ed oltre la sostanza delle cose:
appare il cielo.
Per chi
avuto avrà lo sguardo buono:
appare il cielo.
Per chi
recata avrà mite favella:
appare il cielo.
Per chi l’azione cauta avrà compiuta:
appare il cielo.
…………………………….
…E’ avvolto un poco d’ombre
che si perdon pian piano
ad un pensier sovrano
di tenerezza magna.

E’ il cielo,
questo,
il cielo.
Pei poveri d’oggetti,
pei miseri potenti,
pei verdi campi ariosi,
per le silenti valli,
per le montagne grezze,
per tutti i fior di campo:
appare il cielo.

E per le bestie
anche,
esiste un cielo.



PROGRESSO,OVVERO, REGRESSO PROGRESSIVO

Ho veduto
noi umani
scivolare
nella melma
del nostro tempo migliore
e crogiolarvisi,
e risorgere
lustri
e rugosi;
gai
e ingialliti.

Ho visto
noi umani
espanderci
pel nostro nero mondo
alla ricerca del “nulla”
ove posare i piedi;
affondare
in molli tappeti variopinti
senza vederli.

Ho scorto
noi umani
respirare ossigeno
e cacciar via
aria
dalle nostre bocche
puzzolenti
di vita viziosa.

…E ho guardato
noi umani
ridere
e piangere
sulla nostra stessa, tragica miseria.



DONNA
(DEDICATA A TUTTE LE DONNE)

Sorta sei come un fiore ai piè del cielo
per la terra adornar di tua beltade
e come tale, t’ergi sul tuo stelo.

Quale prìmiera pagina nei tempi
impresso è quel poter che non decade
in te, Dea-Donna, e stà nei degni esempi:

Madre di figli quali “Fior Carnal”
emettere sai tu a stagion che cade:
e ciò dal corpo tuo, che svia i rei mali.

Amor tu intorno rechi, col sorriso
o con verbo gentil: virtù non rade
che fan di te, del globo, un Paradiso.

Dante fu di Beatrice sommo autore
decantandone alquanto la bontade
dell’alma sua cortese, e del suo cuore.

“Tanto gentil e tanto onesta pare…”:
eccone il verso primo. Di beltade
pregna è quest’opra: e ciò donna, in te appare.

Queste tue doti tu, sai armonizzare
col travaglio che il dì, di poi, decade
fuor dalla tua dimora; e all’ore care

del giorno dappresso, ricomincia l’opra
del lavorìo di mente; e non son rade
le pene agli arti che ti stan di sopra.

Tutto questo ti onora, o fata rara
da che la mente e il cuore e la beltade
del gesto tuo manual, ti noman “cara”.

…Cara ai tuoi generati “Fior Carnali”
e a quel bel ciel che il tuo compagno invade
entro il tuo “esser”; e tu pur li avvali

Attendendo a quell’opre quotidiane
ripetute e benigne al dì che scade
ma amorevoli ancor, per il dimane.

…E si osanna in te a un Ben, che mai decade.


 
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