Ecco un pittore che sta crescendo con misura
costante nella verità e nel fulgore della sua terra e
dei suoi sentimenti. Il suo è un discorso completo e
complesso ma soprattutto "naturale" sulla natura. Così
Attili dipinge senza sofismi, senza divagazioni, senza
quelle irritazioni psicologiche e quei pretesti che lo
farebbero deviare dalla sua altrettanto naturale
concezione dell'arte e dell'impegno. Un elogio bisognava
farlo a Pino Attili e ci sembra che questo sia il più
giusto e che corrisponda al vero. Una pittura la sua,
che si svolge senza esitazioni, nel più sincero suo
itinerario entro un naturale concetto di realismo
composto e personale. Come voler dire, perciò, che lo
stesso realismo e le stesse premesse di questa tendenza
nella vita dell'arte coincidono esattamente con le
inclinazioni di Pino Attili. Attili si è nutrito
schiettamente della realtà del paesaggio della sua terra
anche se ciò non gli ha impedito di verificare queste
cose con le cose e le nature raccolte con gli occhi e
con il cuore in altre latitudini, sotto altri cieli, a
contatto con altre realtà. Con il paesaggio nel cuore,
dunque (il paesaggio marchigiano) per entrare nel cuore
del paesaggio. La pittura di Pino Attili ha la solidità
e lo spessore delle cose che dipinge: è una pittura
diretta che non si nasconde sotto alcun simbolismo, né
sotto alcuna allusione. Muoversi fra i suoi quadri è
come mettersi a girare dentro il paesaggio (dentro tutti
i paesaggi del mondo e dentro tutti i paesaggi
dell'anima), sull' Appennino e nella collina/campagna, e
dentro il paesaggio di persone/figure e gesti dei
mercati e dei paesi visitati in periplo lungo le sponde
del Mediterraneo ed altrove (Marocco, Afghanistan)
dentro il paesaggio/case abbacinato dal sole e descritto
con sapiente conoscenza della luce del suo uso/ruolo. A guardare i suoi quadri si prova una sorta di piacere
fisico, una specie di sensoriale emozione. In tal senso
Attili è davvero un pittore "naturalista" nel senso più
alto del termine. E sono parole di una poetica visione
del mondo le cortecce degli alberi, il ruvido della
terra, le fughe di muri e tetti sotto il sole
abbagliante, le linee delle colline che si rincorrono in
armonia mentre l'erba s'imbestia al vento procurando
gradazioni di colori verdi inenarrabili...
Ecco un pittore, concludiamo, che ha davvero una mano
tanto energica quanto dolce, che addensa la pasta
cromatica con impronta sicura e con un senso conciso e
pure umoroso dell'immagine. E' così che si "deve" stare
nel cuore del paesaggio...
Leonardo Mancino
UN POETICO SPAZIO DI NATURA
Appare evidente nella pittura di Attili la natura
consolidata d'una immagine nella quale l'espressione del
sentimento è contraddistinta da una vitale tensione
narrativa. La vita nelle sue molteplici e differenziate
situazioni dall'artista è colta con profonda
introspezione e compositivamente raffigurata in forme e
linee pittoriche equilibrate. Infatti materismo e
gestualità che strutturano profondamente il linguaggio
visivo dell'artista non definiscono l'immagine in una
concezione istintivamente primitiva o neo-informale ma
la configurano in un'analisi costruttiva ispirata ad un
ordine classico di rappresentazione. Sono fattori
espressivi che rafforzano il nodo plastico della
energica morfologia di Attili e nel contempo rilevano la
rigorosa e meditata ricerca presente nei suoi dipinti.
Campi di grano, ginestre, prospettive di paesaggi si
distinguono per la sagacia della loro organizzazione
spaziale, lo scatto automatico con cui l'artista
simultaneamente passa da tagli 'bassi' della
rappresentazione sino all'infinito dispiegarsi
dell'orizzonte. Una percezione prospettica che viene
rinvigorita dalla pennellata che trasforma incisive
tensioni segniche il naturalismo di Attili e manifesta
tutta la libera animazione poetica da cui è permeato. Da
notare ancora la forza del colore che nella fioritura
del giallo campestre, nel rosso acceso dei papaveri, nel
riposo dell'azzurro come anche nello spessore fisico di
verdi e marroni, sperimenta il sentimento d'una
comunicazione artistica acutamente interiorizzata e
aperta al ritmo e al dinamismo di cosmiche sensazioni.
Pertanto la pittura di Attili si presenta autenticamente
ispirata, lucida nelle sue motivazioni come nelle
risultanze visive. L'ampio curriculum di mostre
personali ed esposizioni collettive del resto non fa che
confermare il temperamento creativo dell'artista, il
senso della sua pittura: lirica coscienza di una natura
che è inesauribile ricchezza umana ed estetica, tanto
nella concretezza dei suoi aspetti fisici quanto e
soprattutto nel metaforico simbolismo della sua
artistica trasfigurazione.
Teodosio Martucci
E' ben evidente che la pittura di Pino Attili
marchigiano si fonda su una notevole base culturale e su
un'esperienza ricca di osservazione e di coinvolgimenti
con la natura. Il colore è il testimone di ciò, ove
canta il paesaggio con grande resa poetica, ove gioca il
contrappunto con l'emozione del commosso e partecipe
"viaggiatore per il mondo". La ricca linea marchigiana
che ha tanto dato allo sviluppo dell'arte italiana, ora
ha un testimone puntuale e sicuro.