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            VANARI (Ivan Vaccari) 

VANARI (Ivan Vaccari)
Ivan Vaccari, pseudonimo VANARI, nasce a Catanzaro il 28.08.1968. Studia presso la città natale. Al termine degli studi, si trasferisce, per lavoro, in Toscana, dove rimane entusiasta delle bellezze artistiche esistenti, approfondendone lo studio. Ritorna, nel corso del 2000, alla città d’origine, decidendo di stabilirvisi definitivamente. Ha vocazione verso l’arte, la pittura, le tecniche incisorie utilizzate dalle antiche stampe d’epoca, di cui è anche collezionista monotematico. Fra le passioni vi è anche quella delle macchine del tempo con particolare interesse per gli orologi vintage.
E’ autodidatta, da sempre intento alla ricerca di nuove tecniche che realizzino il concetto di <<bellezza>> nell’ambito della natura, del quotidiano, delle dive d’altri tempi e delle réclame d’epoca.
   
Rimasto folgorato dall’utilizzo dell’astrazione gestuale (action painting), attraverso studi e ricerche ha ideato la tecnica Whip Art.

La Tecnica Whip Art, l’Arte a colpi di corda

Non esiste la fase del disegno, non si utilizzano matite o pennelli. Una volta preparata la base stendendo sul pannello di legno, la tela di iuta, proveniente da sacchi di caffè rigorosamente usati, e coperta di uno strato di stucco in modo del tutto casuale, creando con il caffè aloni e macchie, applico sopra, una foto del soggetto/oggetto appartenente al mondo della Pop Art, decostruita, nei lineamenti e nei tratti essenziali.
La tecnica personale prende ora il sopravvento. Nasce da uno studio, da un’intuizione che sposa l’antichissima tecnica dell’incisione in cavo, con l’informale gestuale, definito anche "action painting", che coincide di fatto con l’espressionismo astratto. Il colore viene applicato dolcemente, come una carezza, mediante utilizzo di spugne per poi essere, in modo più netto e rapido, “sferzato”, con le più svariate modalità, mediante corde intrise di pittura acrilica, riempiendo i vuoti di colore definitorio. La sovrapposizione dei colori è metodica, cadenzata, e la combinazione casuale e irripetibile. Nell’impatto della corda battente, si ha la contestuale combinazione dei colori. Ogni impatto crea e definisce. Dalla gestualità, dalle movenze scaturisce la liberazione delle proprie energie. Nel "gesto" non v'è alcun momento cosciente, razionale, se non nell’intuizione della combinazione dei colori. Il tutto è un caos di tinte che, senza svelarla, definiscono l’immagine stravolgendo il concetto di espressionismo astratto, in piena coerenza con la contrapposta corrente artistica della Pop Art.
Con la totale estrazione dell’iniziale foto decostruita, non più riconoscibile in quanto sovrastata dai numerosi colpi di corda, affiora, come per incanto, l’immagine inizialmente pensata, i suoi nitidi contorni, la sua espressività. La foto reale del personaggio o dell’oggetto, quasi come un negativo, lascia indelebile, sulla base di stucco, la propria <<anima>> che provoca quel meccanismo del <<riconoscimento>>.
Questo è il momento più bello, togliere il <<velo>> crea un’emozione forte.
Ancora il lavoro non è ultimato, manca l’ultima fase che è quella dell’ulteriore decostruzione dell’immagine, mediante l’utilizzo di vari attrezzi e materiali.
Come scrisse Henry Adams “ Il caos spesso genera la vita, laddove l'ordine spesso genera l'abitudine”.
Si può quindi affermare che questa tecnica costituisce è un nuovo linguaggio, una nuova morfologia artistica nell’ambito della Pop Art, dominata dal dinamismo, dalla casualità, dalla definizione dell’opera, in modo inconsueto, risultato di un'accattivante ricerca formale ed estetica, in grado di uscire dai canoni più abituali della figurazione e di coinvolgere e interessare gli osservatori.
Questa tecnica, rende l’artista progressivo, in continua evoluzione stilistica, la pratica manuale, l’intuizione gestuale unita ad una spiccata sensibilità volta a decostruire un’immagine alla ricerca dell’anima del soggetto, sono elementi fondamentali per passare dal caos, alla vita. Dal disordine dell’immagine, alla sua piena espressività.
La Whip Art può, pertanto, essere definita come una originale quanto unica commistione tra astrazione e figurazione.


 
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