Critica
Critica di Curzia Ferrari
«Momenti colmi di misteriose presenze, un’avventura psicologica e creativa del tutto personale, un viaggio quantico, per usare il linguaggio dei fisici, come se dovessimo spostare l’orbita della coscienza dalla massa del nostro corpo a una massa-luce. Queste sono state le prime impressioni provate davanti alle opere di Olivia Bassetti dove l’occhio non è mai condotto a un punto focale. Il punto focale si frantuma in numerosi poli d’attenzione, così che l’osservatore è costretto a un tipo di visione “periferica”, vale a dire un’enfatizzazione intuitiva dell’immagine come accadeva per gli espressionisti astratti da Pollock a Baziotes a Rothko. Ma qui non parliamo propriamente di pittura. Piuttosto di un’esperienza esistenziale di cui ogni concretizzazione visiva, quale sia la materia, è un palinsesto, tele o forme di legno sopra le quali, unico strumento le proprie mani, applica pasta di cartapesta in modellatura quasi scultorea per poi ricoprirla di fogli argentei e d’oro. Ecco primeggiare i grandi e abbaglianti tondi, privi di quell’ossessione della centralità che caratterizza il cerchio come bastione, cuore cittadino di medioevale memoria. Emettono scricchiolii e odorano di vento, di ruvida sabbia (lunare?) le tele di Olivia Bassetti, smangiano gli occhi le croste di carta e di tele arrotolate, butterate, strapazzate dei suoi tondi rubando qualche scheggia luminosa, dispersa nello spazio immenso, per gettarla sul tamburo della terra che subitamente cambia ritmo. In una serie di allegorie cosmiche e terrestri l’artista professa quanto sia di vitale importanza l’appello dell’Assoluto. Nell’osservare le sue opere si colga l’occasione per un faccia a faccia con quanto di ineffabile l’astuzia divina ci ha messo dinanzi, affinché possiamo intuire l’impossibilità di una fuga.»
CURZIA FERRARI
Critica di Vinicio Verzieri
Alla ARCADIA ART GALLERY di Milano nella collettiva “ATTIMI” Olivia Bassetti con l’opera “Plenilunio” mette in mostra tutta la sua arte in modo concentrato dove spicca il cerchio posto sulla destra, materico, che fermenta nel suo ordine cromatico e geometrico che vibra interiormente, con vivacità gioiosa mostrando un dinamismo viscerale collocandosi nella preziosità del fondo oro. L’opera rimanda alle icone bizantine cariche di religiosità e al “mondo divino” al di sopra del cielo come nel dipinto di Carlo Crivelli esposto al Museo di Brera.
VINICIO VERZIERI
Critica di Benedetta Botti
Uno dei motivi che nel “Notturno” di Olivia Bassetti ritroviamo, è la scelta del motivo semplice. Come già Arthur Dove scriveva: ” Nella semplicità del motivo si rivelano i principi generali della creazione naturale e artistica” così Georgia O’Keeffe, facendo proprio ciò che l’amico artista Dove aveva detto, si rese conto che la stessa legge valeva anche per la natura, alla quale bastano poche forme e colori per creare un oggetto. Medesima concezione si rivela alla base dell’arte pittorica di Olivia Bassetti. Le due artiste sono accomunate tra l’altro per aver abbandonato entrambe, seppur in periodi storici differenti, il lavoro di grafica pubblicitaria per dedicarsi appieno alla loro vocazione artistica. La caratteristica, essenziale, della pittura di Olivia Bassetti rivela la sua profondità e al contempo la sua forza. L’ artista ha utilizzato qui, come in altre opere, materiali come pasta di cartapesta, foglie di lamine d’oro e pasta vitrea, oltre ai colori. Ciò che a prima vista per l’osservatore, appare come un’esecuzione naturalistica, in realtà ad un esame più accurato del “Notturno” si comprende ben altro: il fiore ha conquistato la materia. L’occhio dell’osservatore è come se fosse rapito da più baricentri, perché l’artista vuole spingere l’osservazione della sua opera oltre la dimensione apparente. Olivia Bassetti sembra dire: ” Un fiore è relativamente piccolo.”… “Lo dipingerò grande per convincere la gente a prendersi il tempo di osservarlo…”; sono le stesse parole che la O’Keeffe rivelava a proposito delle interpretazioni che davano ai suoi fiori. Attraverso il colore e la materia Olivia Bassetti esprime l’esperienza che lei ha del fiore, pone così in evidenza la sua armoniosità e ne intensifica il suo aspetto naturale grazie agli elementi polimaterici. La sensibilità estetica della pittrice si nota nella composizione dell’opera “Notturno” dove la luminosità perfetta, la sostanza corporea e materica creano fascinazione dello sguardo umano. “Il grande fiore bianco con il cuore d’oro, si rivela solo a chi sa osservarlo e sa meravigliarsi” io aggiungerei, mentre la Ferrari ha scritto: “Si può cercare cibo spirituale anche nel calice di un fiore”.
BENEDETTA BOTTI
Critica di Jessica Forlai
Basta solo uno sguardo, un accenno dell’ occhio su una delle opere esposte. E tutto si annulla, il corpo e la mente sono catapultati al tempo della divinazione e della magia, all’epoca di delicate sacerdotesse, custodi di un sapere e di una cultura che le isolavano dal mondo. Il vestito lungo e morbido fino ai piedi racchiusi in calzari, i fiori freschi legati tra i lunghi capelli e gli occhi rivolti al cielo, a scrutare il movimento degli astri per cercare di soddisfare l’immortale curiosità umana. Olivia Bassetti ha questo potere; far sentire l’ osservatore uno scrigno di segreti cosmici e inviolabili, caricando l’ aria di incantesimi e pozioni. Opere d’arte che sembrano grandi specchi animati, talismani ingranditi per svelarci un’ unica verità, monili medievali qui impreziositi non da gemme e gioielli, bensì dai materiali più diversi. La contemplazione è tappa obbligata di fronte ai pannelli circolari come accanto alle tele quadrate che imprigionano fiori aggettanti che non si accontentano della bidimensionalità. E’ impossibile non lasciarsi andare al flusso di energia e movimento che come in un vortice astrale rapiscono occhio e cuore per poi liberarli su specchi di luce e di sole, su oblò lunari e concentriche scie di stelle. Si tratta di opere che vivono esclusivamente in presenza di luce, come un mistero celato che si fa Verità solo all’apparire del sole dell’ alba. Ed è come se solo l’ artista stessa potesse agire su questi misteri, in un’ indagine intima e privata del rapporto uomo-Natura. Una contemporanea incarnazione della Norma belliniana che fa della creazione artistica e dell’ assemblaggio di tecniche diverse l’espressione della sua personale verità. E’ un’arte carica di poesia, di profondità infinita. Un artista come William Blake, anch’egli filosoficamente coinvolto in quello che è il mistero della Natura, una volta dichiarò: “Se le porte della percezione venissero sgombrate, tutto apparirebbe all’ uomo come in effetti è, infinito.” Ecco allora che i lavori di Olivia Bassetti sono l’ occasione per spalancare quelle barriere ed entrare in contatto con la magica e divina legge che tutto regola e tutto governa.
JESSICA FORLAI
Critica di Vito Sutto
L’artista lombarda Olivia Bassetti espone in questi giorni a Udine alla galleria Art Time di vicolo Pulesi. Delizioso spazio nel centro storico udinese, la Art Time con l’artista Olivia Bassetti trova ancora una volta la chiave per entrare nel cuore del pubblico friulano. Con la sue creazioni artistiche Olivia Bassetti sa coniugare mirabilmente un quid astratto che possiede un’evidente sedimentazione nel quadro di una conoscenza diretta della storia dell’ arte di questi ultimi cinquant’anni, con una visione più tradizionale. La creazione che si costruisce su volumi, incastri, preziosità auree, si innesta anche nella vena figurativa e allora ecco i fiori, delicatissimi e simbolici: una vera allegoria delle stagioni della vita e del fiorire e dello sfiorire dell’ esistenza. L’ astrazione dei volumi, dei cromatismi improvvisi, sembrano allora maturare della consapevolezza realista che trova la sua origine nel fiore, vera metafora dell’io, di tutti noi e forse propriamente e specificatamente dell’artista che nella natura ritrova se stessa, consapevolezza di appartenenza ad un mondo delicato e vivo nei suoi colori e nei suoi segni. Incontro con la personalità di Olivia Bassetti da non perdersi.
VITO SUTTO
Critica di Anna Bonanni
Olivia Bassetti, artista materica dalla tattile sensorialità espressiva. I suoi tondi si riallacciano nell’uso della forma circolare e solo per fili metafisici ad opere come il Tondo Doni, di Michelangelo, o alle ceramiche invetriate di Luca della Robbia, con una particolare modellatura a bassorilievo esaltata da abbaglianti lucentezze. I materiali ai quali Olivia Bassetti ricorre, sono la cartapesta, la foglia d’oro con cui ricopre con tecnica mista i suoi pannelli tondi come nella serie “VISIONE COSMICA” e “INTRECCIO COSMICO” dove levigatezza e croste materiche appunto, si accordano nello spazio pre-figurato. Persino nelle sue opere floreali più stilizzate affiora la scansione del ritmo, della connessione con gli elementi naturali, sottesi alla sua ricerca artistica. La dinamica simbolica delle sue opere è su vari piani, mentre il macrocosmo a cui attinge con trasporto è quello della Natura e dell’Energia Universale. Forza creativa e grande duttilità con l’uso di materiali ( pasta di cartapesta, tessuto, ovatta, foglia d’ oro e d’ argento ) idonei alla spiccata sensibilità materica. Ogni opera è frutto di una meditazione profonda attraverso la quale l’artista arriva al dominio della materia. La forma intesa come estetica dell’etica, in un perfetto afflato cromatico e strutturale.
ANNA BONANNI


